Qui si intrecciano storia, cultura e intrattenimento: un viaggio tra templi, teatri e innovazione turistica. Un luogo meraviglioso
Con oltre 2,5 milioni di turisti nel 2025, questo sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO si conferma una delle mete più visitate al mondo, superando di gran lunga per estensione e fascino molte moderne attrazioni turistiche, inclusa Disneyland.
La sua vastità, circa 1.600 acri, e la ricchezza di reperti conservati rendono questo luogo una vera “Disneyland” dell’antichità, dove si respira ancora l’atmosfera di una metropoli greco-romana fiorente.
Il patrimonio architettonico e culturale
Nel cuore della Turchia occidentale, l’antica città di Efeso continua a stupire visitatori e studiosi con la sua straordinaria eredità storica e archeologica. Appena varcati i cancelli di ingresso, si è avvolti da un ambiente che sembra trasportare all’epoca romana, con pavimenti in marmo e pilastri color crema che sostituiscono l’aspetto moderno circostante. Efeso, fondata nel X secolo a.C., fu un importante porto che collegava Oriente e Occidente, e la sua prosperità è testimoniata dai segni lasciati da figure storiche come Alessandro Magno, Marco Antonio e Cleopatra.
Lungo la celebre Via Curetes, una delle tre arterie principali della città, si possono ammirare ancora oggi le lastre di marmo originarie e le statue di cittadini illustri, sebbene molte siano mutilate dal tempo. Fatma Günaltay, guida turistica esperta, ricorda che in passato questa strada era adornata da negozi di seta, profumi e alberi in fiore, che creavano un’oasi di frescura per i passanti.
Tra gli edifici più eleganti spicca il Tempio di Adriano, risalente al 138 d.C., un capolavoro corinzio i cui archi decorati e un rilievo di Medusa sono ancora perfettamente conservati. Ma la vera icona di Efeso è la Biblioteca di Celso, alta 17 metri, di cui resta solo la magnifica facciata che un tempo custodiva oltre 12.000 volumi. Questo edificio, oltre a essere un centro di cultura, fungeva anche da monumento funerario per il senatore Gaio Giulio Celo Polemeano.

Il fascino di Efeso – (mostramercatobienno.it)
Accanto ai templi e alle biblioteche, Efeso custodisce tracce di una vita quotidiana che alternava cultura, religione e svago. Di fronte alla biblioteca si trovano i resti di un bordello risalente al I secolo d.C., con una delle più antiche forme di pubblicità conosciute: un’incisione sul selciato che invitava i visitatori a fruire dei servizi offerti. Il complesso comprendeva anche una piscina e ambienti per intrattenere i clienti e oggi ospita reperti come la statua di Priapo, dio della fertilità.
L’ingegneria romana si manifestava anche nella gestione delle acque reflue: le latrine pubbliche potevano accogliere fino a 36 persone contemporaneamente, dotate di un sistema di drenaggio sofisticato e pulizia con spugne immerse in aceto. Le terme, come le Terme Scolastiche, erano veri e propri centri sociali dove i cittadini si incontravano per discutere di politica, giochi gladiatori e altro.
Efeso fu anche un importante centro religioso e politico. Il Pritaneo, dove si manteneva acceso il fuoco sacro della città, simboleggiava la vitalità dello Stato romano. La dea Artemide, venerata nel celebre Tempio di Artemide, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico, rappresentava fertilità e abbondanza. Anche se oggi rimane solo un pilastro ricostruito, il tempio testimonia la grandiosità perduta di Efeso. Il suo incendio nel 356 a.C. è uno dei primi casi documentati di terrorismo, con l’incendiatore Erostrato condannato a morte.
Il maestoso Teatro Grande, capace di ospitare 25.000 spettatori, era il fulcro della vita pubblica. Al suo interno si tenevano rappresentazioni teatrali, assemblee e combattimenti gladiatori. La rigorosa suddivisione dei posti rifletteva la struttura sociale, con la partecipazione distinta per classe e genere. Il teatro è menzionato anche negli Atti degli Apostoli per la rivolta scatenata dalla predicazione di San Paolo.








