Città maleducate, ecco chi si classifica al primo posto: nessuno lo potrebbe mai immaginare ma è davvero così
Una recente indagine nazionale ha svelato quali sono le città più maleducate d’Italia, un tema che continua a suscitare curiosità e dibattito tra i cittadini e gli esperti di comportamento sociale. Lo studio, aggiornato con dati del 2025, ha confermato alcune sorprese e ha rimescolato le carte rispetto alle percezioni comuni, mettendo in luce realtà urbane spesso lontane dai luoghi comuni.
Secondo la ricerca, basata su un’analisi dettagliata di comportamenti quotidiani come il rispetto delle regole stradali, l’educazione nei luoghi pubblici e la cortesia nei confronti di turisti e residenti, il podio delle città più maleducate d’Italia include nomi che difficilmente ci si aspetterebbe. La classifica ha preso in considerazione oltre 50 città italiane, valutando fattori come il tasso di inciviltà, l’uso improprio degli spazi comuni e le segnalazioni di comportamenti scorretti.
Al primo posto si posiziona Napoli, una città che, nonostante la sua straordinaria bellezza e il patrimonio culturale, soffre di una reputazione legata a episodi di maleducazione diffusa, soprattutto nelle aree più trafficate e turistiche. Seguono Milano e Roma, due metropoli dove il ritmo frenetico della vita urbana sembra spesso incidere negativamente sull’educazione e sul rispetto reciproco.
Fattori che influenzano l’inciviltà nelle grandi città
L’indagine ha evidenziato come la densità abitativa elevata, lo stress quotidiano e la mancanza di iniziative educative mirate contribuiscano a creare un clima di tensione e scarsa tolleranza. In particolare, nelle metropoli come Roma e Milano, il traffico congestionato e le lunghe code hanno aumentato i casi di maleducazione stradale, come il mancato rispetto delle precedenze e l’uso improprio del clacson.

Città più maleducate d’Italia: il (particolarissimo) podio, tutti i dettagli- mostramercatobiennio.it
Un altro elemento rilevante riguarda il rapporto tra residenti e turisti: in molte città, l’afflusso massiccio di visitatori può generare situazioni di conflitto, amplificando le manifestazioni di maleducazione, specie in contesti turistici molto frequentati.
Di fronte a questi dati, molte amministrazioni locali hanno intensificato le campagne di sensibilizzazione sull’importanza del rispetto delle regole e della buona educazione. A Napoli, ad esempio, sono stati avviati programmi di educazione civica nelle scuole e progetti di riqualificazione urbana volti a migliorare la qualità della vita e il senso di appartenenza alla comunità.
Anche a Milano e Roma si registrano iniziative volte a ridurre le tensioni sociali, attraverso l’incremento della presenza di agenti di polizia municipale e l’adozione di tecnologie per monitorare comportamenti scorretti.
Il fenomeno della maleducazione nelle città italiane resta una sfida complessa, legata a molteplici cause socio-economiche e culturali, ma gli sforzi per promuovere un clima di rispetto e convivenza civile sono in crescita e rappresentano una risposta concreta a questo problema diffuso.








