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Ecco perché non dovresti bere caffè dopo i pasti: rischi grosso e nessuno te lo dice

gli effetti di bere il caffè dopo i pasti
I rischi di bere il caffè dopo i pasti - mostramercatobiennio.it

Caffè dopo i pasti: effetti sulla salute e cosa dicono gli esperti tra rischi e benefici. Ecco perchè è preferibile non berlo.

Il caffè, bevanda che affonda le sue radici storiche nell’antica Etiopia e nello Yemen, continua a essere protagonista di numerosi studi scientifici per i suoi effetti sul benessere umano. Tra le consuetudini più diffuse in Italia e nel mondo, bere un caffè dopo i pasti rappresenta un momento di piacere quotidiano, ma quali sono i reali rischi e benefici di questa abitudine? Facciamo il punto alla luce delle ricerche più recenti e delle indicazioni degli esperti del CREA – Alimenti e Nutrizione, erede dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.

Benefici del caffè dopo i pasti: energia, antiossidanti e metabolismo

Il caffè è noto per la sua capacità di contrastare stanchezza e sonnolenza, grazie alla presenza della caffeina, un alcaloide stimolante del sistema nervoso centrale. Le sue qualità benefiche si estendono al supporto digestivo e a un potenziale ruolo protettivo nei confronti del fegato. Inoltre, il consumo moderato di caffè, soprattutto senza zucchero, è compatibile con una dieta ipocalorica, in quanto apporta pochissime calorie.

Studi epidemiologici recenti hanno associato il consumo abituale di caffè a una riduzione del rischio di sviluppare alcune patologie degenerative, come il cancro alla prostata e la demenza senile. Tuttavia, questi effetti positivi non sembrano attribuibili unicamente alla caffeina, poiché si osservano anche nei consumatori di caffè decaffeinato. Il merito è riconosciuto alla ricca presenza di antiossidanti, in particolare composti fenolici, che svolgono un ruolo chiave nel contrastare lo stress ossidativo e nel regolare il metabolismo.

rischi e benefici del caffè

Benefici e rischi del consumo di caffè – mostramercatobiennio.it

Interessante è anche la capacità del caffè di agire come un modulatore del senso di sazietà, influenzando il metabolismo energetico in modo simile a un ormone. Questo potrebbe spiegare perché, in dosi moderate, il caffè possa favorire il controllo del peso corporeo.

Nonostante i numerosi benefici, il consumo eccessivo di caffè può comportare effetti collaterali significativi. L’abuso, che supera le 3-5 tazzine al giorno come indicato dalle linee guida del CREA e di altri enti internazionali, può incrementare ansia, nervosismo, disturbi del sonno, tachicardia e contribuire all’ingiallimento dei denti o all’invecchiamento precoce della pelle.

L’associazione del caffè con i pasti è un tema delicato. Secondo studi condotti dall’ex Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione e ora proseguiti nel CREA, il caffè può interferire con l’assorbimento di importanti minerali quali il calcio e il ferro, rallentandone o ostacolandone l’assimilazione dall’intestino. Ciò si traduce in un potenziale rischio nutrizionale, soprattutto per soggetti a rischio di carenze o con particolari esigenze alimentari.

Questa evidenza mette in discussione anche la pratica di aggiungere il caffè al latte durante la colazione, un’abitudine molto diffusa in Italia. Versando il caffè nel latte, infatti, si può comprometterne la biodisponibilità del calcio, rendendo vana una parte dei benefici nutritivi attesi.

Indicazioni per un consumo consapevole

Gli esperti del CREA sottolineano che il caffè rappresenta un piacere che può essere inserito in un regime alimentare equilibrato, purché si rispettino alcune semplici regole. In primo luogo, è consigliabile evitare il consumo immediatamente dopo i pasti, preferendo tempi distanziati per ridurre l’impatto sull’assorbimento di minerali essenziali.

Inoltre, è importante non superare la dose quotidiana di 300-400 mg di caffeina, corrispondente a circa tre tazzine di espresso, e tenere conto della propria tolleranza individuale. Chi soffre di patologie cardiache, disturbi gastrointestinali o è particolarmente sensibile agli stimolanti dovrebbe limitare ulteriormente l’assunzione.

Infine, il caffè al mattino, specie se consumato a stomaco vuoto, può essere di aiuto per migliorare la concentrazione e l’energia, ma attenzione ai soggetti con problemi di reflusso o acidità gastrica, per i quali la bevanda potrebbe aggravare i sintomi.

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