La “benzina dall’aria” che promette meno emissioni e costi ridotti: i vantaggi e il risparmio che mettono in crisi i giganti del carburante.
Nel panorama in continua evoluzione della mobilità sostenibile, una nuova frontiera tecnologica sta attirando l’attenzione globale: la cosiddetta “benzina ad aria”, un carburante sintetico prodotto direttamente dall’aria, a basso costo e con emissioni ridotte. Questa tecnologia, sviluppata da una startup statunitense chiamata Aircela, potrebbe rappresentare un’alternativa o un complemento all’auto elettrica, portando il dibattito verso nuove prospettive.
La “benzina ad aria”: innovazione e funzionamento
Alla base della “benzina ad aria” c’è un processo ormai consolidato nel settore degli e-fuels, carburanti sintetici ottenuti dalla trasformazione di anidride carbonica (CO₂) catturata nell’atmosfera. La novità introdotta da Aircela consiste nell’aver miniaturizzato e reso modulare un sistema capace di produrre carburante liquido utilizzabile in motori tradizionali, il tutto con una macchina dalle dimensioni paragonabili a un frigorifero.
Il procedimento si articola in tre fasi principali: prima la cattura della CO₂ dall’aria tramite una soluzione liquida di idrossido di potassio (KOH), poi l’elettrolisi dell’acqua per ottenere idrogeno (H₂) e infine la sintesi chimica che trasforma questi elementi in metanolo e successivamente in una benzina compatibile con i motori attuali. L’intero processo è alimentato da energia elettrica, preferibilmente da fonti rinnovabili, il che permette di immaginare una produzione di carburante con un bilancio di emissioni quasi neutro e senza estrazione di petrolio.

Perché la benzina ad aria è conveniente? – mostramercatobiennio.it
Nonostante le promesse di un carburante “pulito”, la sostenibilità della benzina ad aria richiede un’analisi più approfondita. La produzione di un gallone (circa 3,8 litri) di carburante sintetico richiede circa 75 kWh di elettricità. Questo dato implica una resa energetica complessiva inferiore rispetto ai veicoli elettrici: infatti, l’efficienza di produzione dichiarata da Aircela si aggira intorno al 50%, cioè il carburante generato fornisce metà dell’energia elettrica utilizzata per produrlo.
Inoltre, tenendo conto che i motori a combustione termica hanno un’efficienza reale intorno al 25%, solo una frazione dell’energia iniziale si trasforma in movimento, con una resa complessiva del 12,5%. Al contrario, i motori elettrici possono raggiungere efficienze superiori all’80%, rendendo l’energia utilizzata molto più efficace nel movimento del veicolo.
Tuttavia, la benzina ad aria non è da scartare a priori: la sua produzione modulare e indipendente da infrastrutture complesse la rende potenzialmente utile in contesti remoti o per mantenere in esercizio il parco auto esistente, senza dover sostituire integralmente i veicoli a combustione.
Costi e prospettive future: un tassello nella transizione energetica
Il prezzo stimato per una macchina Aircela si aggira tra i 15 e i 20 mila dollari, cifra che al momento rende la tecnologia non competitiva su larga scala rispetto ai carburanti fossili e ai veicoli elettrici. Tuttavia, come accade spesso con le innovazioni, si prevede una significativa riduzione dei costi con la produzione industriale su larga scala e il perfezionamento dei processi.
Più che decretare la fine dell’era dell’auto elettrica, la benzina ad aria potrebbe rappresentare un complemento importante nella transizione energetica globale. Il sistema Aircela introduce la possibilità di produrre carburante pulito direttamente sul posto, riducendo la dipendenza da estrazioni petrolifere e infrastrutture complesse, ma senza rivoluzionare completamente le abitudini di guida o le reti di distribuzione.
Questa tecnologia si inserisce quindi in un mosaico più ampio, dove diverse soluzioni energetiche coesistono e si integrano, mirando a una mobilità più sostenibile e flessibile. I prossimi anni saranno cruciali per valutarne l’impatto reale, sia dal punto di vista economico che ambientale, e per comprendere se la “benzina ad aria” potrà affiancare con successo l’espansione dei veicoli elettrici.








