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In Italia esistono tre borghi dipinti come musei a cielo aperto: qui ogni muro è un capolavoro

In Italia esistono tre borghi dipinti come musei a cielo aperto
A Dozza, ogni scorcio è un piccolo quadro nascosto - mostramercatobienno.it

Tre splendidi borghi, belli come dipinti e segnati da arte e murales a cielo aperto, da visitare assolutamente almeno una volta nella vita.

L’Italia custodisce tre borghi capaci di trasformarsi in musei a cielo aperto, dove l’arte si intreccia con storia, natura e tradizioni locali in modo sorprendente. Dozza, Orgosolo e Diamante rappresentano tre interpretazioni diverse del muralismo, offrendo ai visitatori percorsi culturali unici e profondamente radicati nei rispettivi territori.

Questi centri, pur lontani tra loro, condividono la capacità di raccontare identità e memoria collettiva attraverso pareti dipinte che dialogano con il paesaggio circostante. Il risultato è un itinerario ideale che attraversa l’Italia da nord a sud, unendo colline emiliane, montagne sarde e coste calabresi.

Dozza, Borgosolo e Diamante, i borghi dei murales

Ogni borgo offre un’esperienza diversa, ma tutti invitano a scoprire un patrimonio artistico diffuso e accessibile gratuitamente. In ogni borgo si respira un’aria tipica, ma in tutti e tre è la magia dell’arte a cielo aperto a fare da padrona assoluta.

In Italia esistono tre borghi dipinti come musei a cielo aperto

I murales di Borgosolo, tra arte e politica – mostramercatobienno.it

Dozza, in Emilia‑Romagna, è uno dei borghi dipinti più celebri grazie alla Biennale del Muro Dipinto, attiva dagli anni Sessanta. Le sue vie principali, via XX Settembre e via De Amicis, ospitano oltre cento murales realizzati da artisti contemporanei che hanno trasformato il paese in una galleria permanente.

Opere come “Arcobaleno”, “L’angelo di Dozza” e “Koncept Dozza” introducono un percorso che si snoda tra portici, piazze e vicoli nascosti. La Rocca Sforzesca, con le sue sale storiche e l’Enoteca Regionale, completa la visita offrendo un’immersione nella storia medievale del territorio.

Dozza è perfetta per una passeggiata lenta, lasciandosi sorprendere da scorci panoramici e dettagli artistici sempre nuovi. Nel cuore della Barbagia, Orgosolo rappresenta invece il volto più politico e identitario del muralismo italiano.

Il paese, immerso tra le montagne del Supramonte, ospita centinaia di murales che raccontano lotte sociali, eventi storici e tradizioni sarde. Le opere, nate alla fine degli anni Sessanta, affrontano temi come libertà, resistenza e giustizia, trasformando il borgo in un manifesto collettivo.

Oltre ai murales, Orgosolo offre percorsi naturalistici spettacolari tra grotte, canyon e sentieri che attraversano uno dei territori più selvaggi dell’isola. Il Museo del Pane e la Casa Museo permettono di scoprire la cultura locale attraverso oggetti, ricette e testimonianze della vita tradizionale.

Diamante, affacciata sulla Riviera dei Cedri, unisce arte urbana e paesaggi marini in un contesto di grande fascino. Il borgo calabrese è celebre per le sue spiagge policrome, l’isola di Cirella e i murales che colorano il centro storico dal 1981.

La Chiesa dell’Immacolata, il Festival del Peperoncino e i vicini borghi di Marina di Belvedere e Cirella arricchiscono l’esperienza di viaggio. I resti dell’antico borgo medievale di Cirella, insieme al Teatro dei Ruderi, offrono un itinerario tra archeologia, natura e spettacolo.

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