Palermo nasconde un gioiello mai visto prima: sotto il calpestio frenetico di via Roma, nel cuore della città, c’è infatti un mondo parallelo.
Si tratta dei Bagni Cobianchi, un capolavoro architettonico stile Liberty che è rimasto sepolto per decenni e che rappresenta ancora oggi al Belle Epoque. La città siciliana custodisce infatti dei segreti che sembrano uscire da un romanzo di fine Ottocento. Uno tra questi è sicuramente quello dello stabilimento sotterraneo posizionato proprio sotto il marciapiede che costeggia il Teatro Biondo.
La spa sotterranea di Palermo
Questi bagni pubblici sono stati inaugurati nei primi anni del ‘900 dall’imprenditore bolognese Cleopatro Cobianchi. All’inizio non erano semplici lavatoi, ma dei veri e propri templi del benessere e dell’eleganza. Le case private non disponevano di tutti i comfort moderni, e per questo i Cobianchi offrivano un lusso accessibile con vasche in marmo, docce calde, servizi di barbiere, profumeria e sale lettura. Quando si varcava quella soglia, ci si immergeva in un’atmosfera silenziosa e distante dal caos cittadino. A rendere questo luogo bellissimo è sicuramente l’estetica: nonostante siano trascorsi decenni, i resti mostrano ancora la mano degli artigiani di quel periodo. Le pareti erano infatti rivestite di maioliche pregiate, i pavimenti decorati con mosaici e gli arredi seguivano le linee dello stile Liberty.

La spa segreta di Palermo (foto ig @balarm.it)- mostramercatobiennio.it
All’epoca c’erano inoltre specchi incorniciati dal ferro battuto, rubinetterie in ottone lucido e il vapore sui soffitti a volta. Un’atmosfera che creava un’oasi di pace sotterranea dedicata soprattutto alla cura del corpo e dello spirito. Quando sono arrivati la modernità e i bagni nelle abitazioni private, la bellezza dei Cobianchi ha iniziato a sbiadire. Durante la Seconda Guerra Mondiale, quel posto è infatti stato utilizzato come rifugio antiaereo, per poi essere definitivamente chiuso e dimenticato. Oggi si è tornato a parlare di questo tesoro nascosto, e sono stati anche predisposti dei progetti di restauro. La Soprintendenza ai Beni Culturali ha fatto presente di voler dare nuovamente spazio a questo luogo e di voler trasformarlo in area espositiva o centro culturale.
La spa segreta sotto via Roma non è quindi solo un reperto archeologico industriale, ma negli anni è diventato anche il simbolo della città di Palermo, che sapeva già all’epoca essere all’avanguardia. È un promemoria della bellezza che resiste nell’oscurità, in attesa che qualcuno torni ad aprire il sipario su uno degli angoli più suggestivi e misteriosi della Sicilia. Se si passeggia oggi per via Roma, quel che resta da fare è prestare molta attenzione al rumore dei proprio passi: si può infatti avvertire l’eco lontano di una Palermo elegante e sommersa.








