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Nuovi aiuti INPS: il maxi-accredito di febbraio supera i 2.000 euro (e bastano pochissimi requisiti)

Nuovi aiuti INPS
Un nuovo aiuto INPS in arrivo alle madri - mostramercatobiennio.it

Nuovi aiuti in arrivo da INPS, che propone un supporto ricco e con pochissimi requisiti necessari per l’accesso, ecco di cosa si tratta.

Il mese di febbraio porta una notizia particolarmente attesa per molte madri che hanno presentato domanda di sostegno economico dopo la nascita di un figlio. L’INPS ha infatti disposto i pagamenti dell’assegno di maternità comunale, misura fondamentale per le famiglie con redditi medio‑bassi che non accedono ad altre indennità.

Si tratta di un contributo spesso poco conosciuto, ma essenziale per chi non beneficia della maternità ordinaria o percepisce importi troppo bassi. L’accredito previsto per febbraio rappresenta quindi un aiuto concreto per numerose beneficiarie che attendevano da mesi l’erogazione.

Maternità comunale, cos’è e come funziona

L’assegno di maternità dei Comuni è una prestazione assistenziale finanziata dallo Stato, concessa dai Comuni e pagata direttamente dall’INPS. Questa struttura tripartita spiega i tempi di lavorazione più lunghi, poiché ogni domanda deve essere prima approvata dal Comune e poi trasmessa all’Istituto.

Nuovi aiuti INPS

Si avvicina la data di rilascio per l’assegno di maternità gestito dai Comuni – mostramercatobienno.it

La misura è destinata alle madri disoccupate, inattive o con contratti precari che non hanno diritto alla maternità INPS. Spetta anche a chi percepisce un’indennità inferiore all’importo dell’assegno comunale, con riconoscimento della differenza spettante.

La domanda deve essere presentata esclusivamente al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita o dall’ingresso del minore in famiglia. Uno dei requisiti principali riguarda il valore dell’ISEE, che deve essere in corso di validità e non superare la soglia annuale stabilita.

Per il 2026 il limite è fissato a 20.668,26 euro, valore rivalutato in base all’inflazione e necessario per accedere alla prestazione. Il superamento della soglia comporta il rigetto della domanda, anche in presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

L’INPS erogherà il pagamento alle madri le cui domande sono state accolte e correttamente trasmesse dagli uffici comunali competenti. In alcuni casi la visualizzazione dell’accredito nel Fascicolo Previdenziale potrebbe richiedere qualche giorno aggiuntivo.

L’assegno viene riconosciuto per cinque mensilità, con importo definito annualmente a livello nazionale e aggiornato in base agli indici economici. Per il 2026 l’importo mensile è pari a 413,10 euro, per un totale complessivo di 2.065,50 euro erogati in un’unica soluzione.

Nel 2025 l’importo era leggermente inferiore, pari a 407,40 euro mensili per un totale di 2.037 euro complessivi. L’aumento riflette l’adeguamento annuale previsto dalla normativa, che tiene conto dell’andamento dei prezzi e dell’inflazione.

Il pagamento unico consente alle famiglie di disporre immediatamente dell’intero importo, facilitando la gestione delle spese legate ai primi mesi di vita del bambino. Nonostante si tratti di un aiuto economico gestito in parte dai Comuni, la misura si appresta a diventare una delle più apprezzate dai contribuenti.

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