È tornato al centro dell’attenzione mediatica Fabrizio Corona, una delle figure più controverse e discusse del panorama italiano.
L’ex volto noto del mondo dei paparazzi, Fabrizio Corona, è nuovamente al centro di una vicenda complessa che coinvolge la sua presenza sui social network e una serie di controversie legali con il conduttore televisivo Alfonso Signorini. Dopo la recente sparizione dei suoi profili da piattaforme come Instagram, Google, Meta e TikTok, si delinea un quadro di misure di autotutela adottate dai colossi del web per far fronte a denunce e ordini giudiziari relativi a presunti casi di diffamazione, violazioni del diritto d’autore e messaggi d’odio.
Nelle ultime settimane, gli account social di Fabrizio Corona sono scomparsi dalle ricerche online, un fatto che ha colto di sorpresa molti follower e osservatori. Secondo le fonti investigative, questa decisione sarebbe stata presa dalle piattaforme digitali nell’ambito delle loro policy interne volte a tutelare la dignità personale, la privacy e a contrastare forme di diffamazione e contenuti illeciti.
La svolta è arrivata a seguito delle denunce presentate dagli avvocati di Alfonso Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, che hanno chiesto la rimozione dei profili dell’ex re dei paparazzi da diversi “web hosting” tra cui Google, Meta e TikTok. Aiello ha recentemente commentato con soddisfazione l’apertura di un’indagine della Procura di Milano nei confronti dei vertici di Google Ireland e Italia per i reati di ricettazione e concorso in diffamazione, annunciando che saranno richiesti analoghi interventi anche contro YouTube, Meta e TikTok.
La nuova sfida di Fabrizio Corona a Signorini e Mediaset
Nonostante le diffide, i provvedimenti giudiziari e la pressione legale, Fabrizio Corona ha deciso di rilanciare la sua battaglia mediatica. Ieri sera ha ripubblicato su YouTube la puntata del suo format “Falsissimo” in cui attacca duramente alcuni conduttori di Mediaset, incluso Alfonso Signorini. Questo episodio era già stato rimosso nei giorni scorsi a seguito di una diffida per violazione di copyright da parte di Mediaset.
La puntata si è conclusa con un annuncio provocatorio di Corona: “C’è un terzo denunciante”, un chiaro riferimento al sistema che ruota intorno a Signorini. L’ex agente fotografico ha inoltre esibito chat private tra Antonio Medugno e il suo manager Alessandro Piscopo, presumibilmente finalizzate a dimostrare un presunto complotto per far entrare un modello nella casa del Grande Fratello, un tema che aveva già affrontato in precedenti puntate mostrando scambi di messaggi tra Medugno e lo stesso Signorini.
Il giudice civile Roberto Pertile ha emesso un ordine di inibitoria che impone a Corona di rimuovere tutti i contenuti considerati diffamatori nei confronti di Signorini e di consegnare il materiale originale. Tuttavia, la difesa di Corona ha annunciato un reclamo contro questa ordinanza, mentre l’ex manager di Medugno ha confermato di aver passato le chat a Corona.

Indagini in corso tra diffamazione, revenge porn e accuse di violenza(Fonte_Raiplay.it) (www.mostramercatobienno.it)
Parallelamente alle vicende legate a social media e denunce civili, la Procura di Milano sta conducendo diversi filoni investigativi. Le indagini riguardano accuse multiple che spaziano dal revenge porn alla diffamazione a carico di Fabrizio Corona, fino a contestazioni di violenza sessuale ed estorsione che coinvolgono Alfonso Signorini, denunciato da Antonio Medugno. Inoltre, sono in corso verifiche sull’eventuale concorso in diffamazione e ricettazione da parte di alcuni manager di Google.
L’ex agente fotografico, noto per i suoi numerosi scontri con il mondo dello spettacolo e della televisione, continua a mantenere un atteggiamento di riserbo nei confronti della magistratura, essendosi avvalso della facoltà di non rispondere ai pm.
Questa nuova fase della vicenda Corona-Signorini si intreccia con un contesto più ampio di regolamentazione e controllo dei contenuti online da parte delle piattaforme digitali, sempre più attente a garantire il rispetto delle normative sulla diffamazione e sulla tutela della privacy, in uno scenario in rapida evoluzione e con implicazioni legali di grande rilievo.








