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Ultime settimane per visitare la chiesa sommersa vicino Roma prima che scompaia nell’acquaC’è ancora poco tempo per visitarla: questa chiesa a due passi da Roma sta scomparendo nell’acqua

La chiesa di San Vittorino, conosciuta anche come chiesa sommersa o chiesa che sprofonda, è un monumento che sta lentamente
Un patrimonio storico e naturale alle porte di Roma(www.mostramercatobienno.it)

A pochi chilometri da Roma, immersa nella suggestiva e misteriosa Piana di San Vittorino, si trova una chiesa che affascina per la sua storia.

La chiesa di San Vittorino, conosciuta anche come chiesa sommersa o chiesa che sprofonda, è un monumento che sta lentamente scomparendo sotto il livello dell’acqua, un fenomeno che rende la sua visita un’esperienza surreale e limitata nel tempo.

Situata al km 88,1 della storica Via Salaria, nel comune di Cittaducale (provincia di Rieti, Lazio), la chiesa di San Vittorino si erge sulle rovine di un antico tempio pagano dedicato alle ninfe dell’acqua, a testimonianza della lunga tradizione di sacralità del luogo. Questo territorio, ricco di sorgenti mineralizzate e caratterizzato da frequenti fenomeni carsici come gli sinkhole (sprofondamenti improvvisi del terreno), è stato considerato sin dall’epoca preromana un punto di accesso agli inferi, tanto da essere meta di pellegrinaggi e riti di devozione.

La struttura attuale della chiesa risale al periodo compreso tra il XIV e il XVII secolo, con un rifacimento significativo avvenuto tra il 1608 e il 1613, probabilmente voluto dal vescovo Pietro Paolo Quintavalle. La sua architettura manierista si distingue per la facciata imponente in calcare giallo e le mura perimetrali ancora in piedi, nonostante l’edificio sia ormai privo di tetto e parzialmente sommerso dall’acqua che sgorga da una sorgente sotterranea presente al suo interno.

L’acqua cristallina che invade il pavimento crea un’atmosfera di straordinaria suggestione, accentuata dal fatto che gran parte dell’edificio è già sommersa e destinata a scomparire definitivamente nei prossimi anni se non verranno intraprese misure di tutela efficaci. L’acqua defluisce naturalmente attraverso il portale d’ingresso verso la campagna circostante, trasformando la chiesa in un affascinante monumento naturale oltre che storico.

Il martirio di san Vittorino e il valore spirituale del luogo

La chiesa è intitolata a san Vittorino di Amiterno, martirizzato proprio in quel luogo nel 96 d.C. Secondo la tradizione, il santo fu appeso a testa in giù sopra una sorgente sulfurea e spirò dopo tre giorni a causa dei gas tossici emessi dall’acqua, un evento che ha conferito al sito un profondo significato spirituale fin dall’antichità. Già nel IV secolo venne eretta una piccola cripta in memoria del martirio, che successivamente fu sostituita dalla chiesa attuale.

Nonostante la sconsacrazione avvenuta nel XIX secolo, il luogo conserva ancora una forte risonanza religiosa e popolare. Gli abitanti locali venerano una Madonna raffigurata in un’edicola sulla parete esterna della chiesa e attribuiscono all’acqua sorgiva poteri miracolosi e curativi, un’eredità della sacralità pagana trasformata dal culto cristiano.

Nel corso degli anni, la chiesa ha ispirato numerose leggende, tra cui la credenza che di notte possa apparire la figura del santo martire, un racconto che contribuisce a mantenere viva la memoria e l’attrattiva del sito.

Il lento sprofondamento è iniziato nel XIX secolo, probabilmente accelerato dal terremoto del 1703 e dalle caratteristiche geologiche

Un patrimonio culturale fragile e un set cinematografico d’eccezione (www.mostramercatobienno.it)

Il lento sprofondamento è iniziato nel XIX secolo, probabilmente accelerato dal terremoto del 1703 e dalle caratteristiche geologiche del terreno, con la falda superficiale posta a soli 90 centimetri dal piano di campagna. Nel 1979 un forte sisma causò il crollo del tetto, mentre interventi successivi negli anni Ottanta cercarono di rallentare il degrado senza tuttavia riuscire a conservare l’edificio in modo definitivo. Attualmente la chiesa è abbandonata e continua a essere inghiottita dall’acqua, rendendo urgente una riflessione sulla tutela di questo patrimonio unico.

La suggestione del luogo ha attirato anche l’attenzione del mondo del cinema. Nel 1983, il regista sovietico Andrej Tarkovskij scelse la chiesa di San Vittorino come set per una scena del suo film d’essai Nostalghia, valorizzandone l’atmosfera onirica e malinconica. Più recentemente, la chiesa è stata tappa del film Guida romantica a posti perduti diretto da Giorgia Farina, confermando il suo fascino come luogo d’arte e memoria.

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