Arte

Un capolavoro nascosto nel cuore d’Italia: il Duomo gotico che lascia senza parole i turisti di tutto il mondo

Capolavoro arte sacra
Un capolavoro dell'arte sacra italiana - (mostramercatobienno.it)

Incanta con la sua architettura gotico-romanica, capolavori d’arte e reliquie che ne fanno meta di fede e cultura

Una delle testimonianze più maestose e suggestive dell’arte sacra italiana. Questo monumento non solo rappresenta il centro spirituale della città, ma si conferma un capolavoro architettonico di stile gotico-romanico, capace di ammaliare visitatori e studiosi con la sua facciata scintillante e gli interni ricchi di opere d’arte di straordinario valore. Scopriamo insieme i suoi tesori.

La genesi e l’evoluzione architettonica del Duomo

La costruzione del Duomo ebbe inizio il 14 novembre 1290, su impulso di Papa Niccolò IV (Girolamo d’Ascoli), il primo pontefice appartenente all’Ordine francescano, che pose la prima pietra per dar vita a una cattedrale imponente destinata a sostituire le due chiese precedenti della piazza principale di Orvieto. La sua intenzione era quella di creare un simbolo cristiano di grande rilievo e testimonianza di fede, in un’epoca di fervente rinascita religiosa e civica.

Il progetto originario, di matrice romanica e attribuito con qualche incertezza a figure come Arnolfo di Cambio o fra Bevignate da Perugia, subì importanti trasformazioni con l’arrivo, nel 1310, del senese Lorenzo Maitani, architetto e scultore che plasmerà la struttura secondo un equilibrio perfetto fra armonia romanica e slancio verticale gotico.

I lavori si protrassero per secoli, coinvolgendo numerosi artisti e architetti, ma senza mai tradire l’unità stilistica e la coerenza progettuale che caratterizzano l’edificio. Solo nella seconda metà del Cinquecento, con gli interventi di Ippolito Scalza, vennero ultimate le guglie e completate le decorazioni esterne, chiudendo idealmente un percorso che sfida il tempo con la sua monumentalità elegante.

L’esterno del Duomo di Orvieto è un vero e proprio poema visivo scolpito nella pietra e arricchito da mosaici dorati, bassorilievi e statue che narrano le storie della Bibbia, dall’Antico al Nuovo Testamento. L’architettura gotica trova qui il suo vertice espressivo nell’uso sapiente delle linee verticali, delle guglie e soprattutto del celebre rosone centrale, opera di Andrea di Cione, detto l’Orcagna (1354-1380). Attorno alla figura di Cristo si dispiegano cinquantaquattro teste di santi, simbolicamente distribuite come le settimane dell’anno, mentre ai lati si ergono le statue di Profeti e dei dodici Apostoli, realizzate fra Cinquecento e Seicento.

Duomo di Orvieto, interno

Gli interni del Duomo di Orvieto – (mostramercatobienno.it)

La facciata è un’opera collettiva che ha visto la mano di oltre venti artisti nel corso dei secoli, ma che conserva ancora oggi un’armonia unica, grazie al rigore di Maitani e agli apporti successivi che hanno rispettato la sua visione originaria. I mosaici, pur pesantemente restaurati, testimoniano la ricchezza decorativa che caratterizza l’intera superficie, con dettagli che invitano il pellegrino a un percorso spirituale ancor prima di varcare la soglia.

L’interno della cattedrale si apre con una navata centrale solenne, scandita da pilastri in marmo bicolore, che guida lo sguardo verso l’altare maggiore. Le dieci cappelle laterali custodiscono opere di altissimo pregio, fra cui spiccano due luoghi di culto e arte di straordinaria rilevanza.

La Cappella di San Brizio, nel transetto destro, è celebre per il ciclo pittorico dedicato al Giudizio Universale, iniziato dal Beato Angelico nel 1447 e completato da Luca Signorelli tra il 1499 e il 1504. Nel transetto sinistro si trova la Cappella del Corporale, che custodisce il prezioso Sacro Lino, reliquia del Miracolo di Bolsena avvenuto nel 1263. La tradizione narra che un sacerdote boemo, dubbioso sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, vide sgorgare sangue dall’Ostia consacrata, un evento che Papa Urbano IV, presente a Orvieto, volle fosse custodito con venerazione. La cappella ospita anche uno degli organi più imponenti d’Italia, costituito da 5644 canne, che arricchiscono la liturgia con suoni maestosi.

Change privacy settings
×