Per una corretta e ottimale salute dentale non basta soltanto lavare i denti con lo spazzolino. Serve qualcosa in più per evitare rischi.
L’attenzione a introdurre e mantenere buone pratiche di igiene orale rappresenta dunque un passo fondamentale non solo per la salute dei denti e delle gengive, ma anche per la prevenzione di malattie sistemiche che possono influire significativamente sulla qualità della vita. Cosa biosgna aggiungere alla pratica basilare del lavaggio dei denti con lo spazzolino?
Non solo lo spazzolino da denti: per una perfetta igiene orale ci vuole anche altro
La placca batterica che si accumula negli spazi interdentali è spesso la causa primaria di infiammazioni gengivali e malattie parodontali. Come spiega la professoressa Jeong, “spazzolare i denti senza usare il filo interdentale è come lavare solo la parte anteriore e posteriore di un piatto, senza pulirne i bordi”. L’accumulo di placca non rimossa può trasformarsi in tartaro, con il rischio concreto di sviluppare gengiviti e forme più gravi come la parodontite, che secondo il professor Schincaglia può compromettere l’integrità dell’osso e dei tessuti di sostegno dei denti, portando alla loro perdita.
Ma i benefici dell’igiene interdentale si estendono anche oltre la bocca: “una buona igiene orale contribuisce a ridurre il carico infiammatorio sistemico, che coinvolge anche il cervello”, sottolinea la professoressa Jeong. Le infiammazioni gengivali, infatti, possono favorire l’ingresso di tossine nel circolo sanguigno, con effetti negativi sulle cellule immunitarie e potenzialmente sul funzionamento cerebrale.
Analogo discorso vale per il cuore: le batterie orali, entrando nel sistema circolatorio, possono irritare i vasi sanguigni, aumentando l’infiammazione e il rischio di formazione di placche aterosclerotiche. “Il filo interdentale è un intervento anti-infiammatorio quotidiano che aiuta a mantenere in salute tutto l’organismo, proteggendo la capacità del corpo di guarire e funzionare nel tempo”, aggiunge Schincaglia.

Il filo interdentale per una corretta igiene orale – mostramercatobiennnio.it
Un aspetto spesso trascurato riguarda l’importanza di introdurre il filo interdentale fin dai primi anni di vita. Gli specialisti in odontoiatria pediatrica raccomandano di iniziare non appena due denti da latte si tocchino, generalmente tra i 2 e i 3 anni. In questa fase, lo spazzolino non è sufficiente per rimuovere placca e residui negli spazi interdentali, prevenendo così carie e infiammazioni gengivali precoci.
La tecnica consigliata prevede l’uso quotidiano, preferibilmente la sera, con movimenti delicati e curvi a “C” attorno a ogni dente per pulire anche sotto il margine gengivale, sempre sotto la supervisione di un adulto. Per rendere l’esperienza più piacevole ai più piccoli, esistono strumenti come i flosser colorati con impugnatura ergonomica e fili aromatizzati alla fragola o menta, utili a costruire fin da subito una routine positiva.
Il filo interdentale contro l’alito cattivo e le malattie sistemiche
L’alito cattivo rappresenta spesso il primo campanello d’allarme di problemi di igiene orale. Circa l’87% dei casi di alitosi ha origine nella cavità orale, dovuta alla proliferazione di batteri che metabolizzano residui alimentari producendo composti solforati maleodoranti. La saliva svolge un ruolo chiave nel mantenere pulita la bocca, ma la sua riduzione, specie durante la notte o in caso di disidratazione, facilita la formazione di cattivi odori.
L’uso regolare del filo interdentale è fondamentale per rimuovere i residui e i batteri che si annidano negli spazi tra i denti, aree irraggiungibili dallo spazzolino. Studi scientifici dimostrano una correlazione diretta tra la mancata pulizia interdentale e l’insorgenza di alitosi.
Inoltre, una corretta igiene orale con l’utilizzo di filo interdentale contribuisce a prevenire infezioni gengivali che possono evolvere in problemi più seri, collegati anche a malattie cardiovascolari e neurologiche. L’alito cattivo persistente, la presenza di sanguinamento gengivale, gengive arrossate o gonfie, e la mobilità dentale sono segnali da non trascurare e indicano la necessità di una visita specialistica.








