Sono in molti a definire Roma la città più bella al mondo, proprio per i capolavori che è in grado di offrire a cielo aperto.
Per ammirare la genialità di questa città, non serve infatti pagare un biglietto. Basta fare una passeggiata tra le sue strade e capire che l’arte è a disposizione di tutti anche in maniera gratuita. Un’arte che rappresenta le tappe più importanti della storia italiana. Tra i tanti artisti che hanno contribuito a rendere Roma il posto magnifico che è c’è anche Gian Lorenzo Bernini, che ha disseminato la città di opere così potenti da trasformare piazze e chiese in veri e proprie palcoscenici teatrali.
Tutti i capolavori di Bernini a Roma
Il primo fra tutto è la Fontana dei Quattro Fiumi che si trova in Piazza Navona. Non si tratta solo di una fontana, ma di un’opera pura di ingegneria, che ha permesso allo sculture di “scavare” la roccia sotto l’obelisco, lasciandolo sospeso nel vuoto. I quattro giganti rappresentano inoltre i fiumi dei continenti allora conosciuti (Danubio, Gange, Rio della Plata e Nilo), un omaggio al potere globale del Papa. La mano alzata del Rio della Plata appartiene a una leggenda secondo cui questa serve a proteggersi dal possibile crollo della facciata della chiesa di Sant’Agnese, costruita dal rivale Borromini.

I capolavori di Bernini a Roma – mostramercatobiennio.it
In più, non si può perdere Il Colonnato di Piazza San Pietro, definito dallo stesso Bernini “l’abbraccio materno della Chiesa”. Le 284 colonne doriche creano infatti un gioco ottico bellissimo: se ci posizioniamo sui dischi di marmo tra la fontana e l’obelisco, le file di quattro colonne si allineano alla perfezione, facendone sparire tre dietro la prima. Questo è sicuramente un capolavoro di geometria applicata all’urbanistica. Nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria, c’è invece l’Estasi di Santa Teresa: Bernini ha scolpito il marmo come se fosse certa oppure seta, con la nuvola di Santa Teresa che sembra galleggiare nell’aria, mentre la luce scende da una finestra nascosta, dorando i raggi metallici. Questo è il culmine del Barocco, con spiritualità ed erotismo che si fondono in un unico blocco di pietra.
Di Bernini è anche il Monumento a Maria Raggi nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva. Questo viene spesso ignorato dai turisti ma è stato davvero rivoluzionario. Lo scultore ha rotto gli schemi rigidi dei monumenti funebri per creare un drappo di marmo nero e giallo che sembra sventolare contro il pilastro della Chiesa. Si tratta di un’opera di un dinamismo sorprendente per la sua semplicità. Nella Basilica di San Pietro, c’è il Baldacchino, oltre ai Monumenti Papali. Si tratta di un colosso di bronzo alto quasi 30 metri, con le colonne tortili che sono decorate con api e viticci. All’interno della Basilica si possono ammirare anche i monumenti funebri di Urbano VIII e Alessandro VII, dove Bernini ha introdotto scheletri e tessuti marmorei.
Infine, non si può non menzionare il Ponte Sant’Angelo, la via crucis più scenografica al mondo fatta di angeli che reggono i simboli della Passione.








