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Il tempio del barocco nel cuore di Napoli: questa chiesa, da vedere gratis, è uno spettacolo unico

Chiesa Napoli
Una chiesa nel cuore di Napoli - (mostramercatobienno.it)

Nel cuore di Spaccanapoli, tra arte barocca e misteri secolari, la storia della chiesa svela intrecci di potere, fede e simboli enigmatici

Nel cuore pulsante del centro storico di Napoli, tra le vie strette di Spaccanapoli, si erge una delle basiliche più amate e visitate della città partenopea. La sua storia, antica e ricca di fascino, intreccia vicende di potere, arte e fede, ma è soprattutto la sua facciata a raccontare una leggenda che continua a suscitare curiosità e mistero.

La facciata, il complesso architettonico e la ricchezza artistica della chiesa restano testimonianze vivide di un passato che intreccia fede, potere e cultura, rendendola un simbolo imprescindibile della storia e dell’identità di Napoli.

Una chiesa enigmatica

Si erge con maestosità la Chiesa del Gesù Nuovo. L’edificio che oggi ospita la Chiesa del Gesù Nuovo ebbe origine come Palazzo Sanseverino, progettato nel 1470 dall’architetto Novello da San Lucano per volontà di Roberto Sanseverino, principe di Salerno. Questo palazzo divenne un punto di riferimento culturale e artistico, frequentato da letterati e nobili, ma le fortune della famiglia Sanseverino furono segnate da una serie di eventi tragici legati a conflitti con la Corona spagnola e alla celebre Congiura dei Baroni del 1485. Dopo varie confische e l’esilio forzato di Ferrante Sanseverino, ultimo proprietario della dimora, il palazzo fu confiscato e messo all’asta.

Fu nel 1584 che i Padri Gesuiti acquisirono il palazzo, grazie anche all’appoggio del viceré spagnolo don Pedro Girón. Tra il 1584 e il 1601 l’edificio fu radicalmente trasformato da residenza nobiliare in chiesa, affidando il progetto ai confratelli Giuseppe Valeriano e Pietro Provedi. Pur devastando gli interni e i giardini originari, i gesuiti conservarono la celebre facciata a bugne, tipica del rinascimento veneto, con la sua singolare lavorazione a punta di diamante.

La consacrazione della chiesa avvenne il 7 ottobre 1601 e, benché intitolata ufficialmente alla Madonna Immacolata, venne da subito chiamata del Gesù Nuovo per distinguerla dall’altra chiesa cittadina dedicata a Gesù, oggi nota come Gesù Vecchio.

Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli

L’affascinante Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli – (mostramercatobienno.it)

La caratteristica facciata della chiesa è uno degli elementi architettonici più riconoscibili di Napoli. Le bugne a punta di diamante, scolpite nel resistente piperno, sono ornate da strani simboli e segni incisi dagli scalpellini. Per secoli, questi misteriosi segni furono interpretati come simboli alchemici, un’eredità di Napoli, città dove l’alchimia e l’occultismo erano particolarmente diffusi nel XVIII secolo. Si narrava che la posa errata delle pietre avesse trasformato un’energia positiva in energia negativa, portando sventure alla famiglia Sanseverino e a tutta la chiesa, tra incendi e crolli.

La Chiesa del Gesù Nuovo è un autentico scrigno di arte barocca, arricchita dai contributi dei maggiori artisti napoletani tra Sei e Settecento. Dopo una serie di restauri e ricostruzioni a seguito di incendi e terremoti che danneggiarono la cupola e gli interni, la chiesa si impreziosì con opere di Cosimo Fanzago, Francesco Solimena, Luca Giordano, Jusepe de Ribera, Paolo De Matteis e tanti altri.

Particolarmente significativa è la cappella dedicata a San Giuseppe Moscati, il celebre medico napoletano canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1987. La cappella ospita un dipinto di Massimo Stanzione, decorazioni marmoree di Cosimo Fanzago e una statua in bronzo del santo. Moscati, noto per le sue virtù e i numerosi miracoli attribuiti, è amato dai fedeli che ogni giorno si recano a pregare nella cappella, spesso lasciando bigliettini con richieste di grazia.

La chiesa ha attraversato momenti difficili, come l’espulsione dei gesuiti nel XVIII e XIX secolo e i danni subiti durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando una bomba cadde miracolosamente sul soffitto senza esplodere. Oggi l’ordigno inerte è esposto in un’area dedicata a san Giuseppe Moscati.

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