L’Agenzia delle Entrate si prepara a uno dei più grandi controlli fiscali di sempre, sono già pronte più di 2mila lettere per i contribuenti.
Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate intensificherà l’utilizzo delle lettere di compliance, con l’invio programmato di 2,4 milioni di comunicazioni ai contribuenti italiani. Si tratta di avvisi preliminari che segnalano possibili irregolarità fiscali, offrendo la possibilità di correggere errori prima dell’avvio di controlli formali.
La convenzione tra Agenzia e ministero dell’Economia conferma che lo stesso numero di lettere sarà inviato anche nel 2027, consolidando l’approccio preventivo. L’obiettivo principale è favorire l’emersione delle basi imponibili relative all’Iva e alle imposte dirette, come l’Irpef, attraverso un dialogo anticipato con i contribuenti.
Agenzia delle Entrate, nessuna pietà per i furbetti
La platea potenziale comprende tutti coloro che presentano una dichiarazione dei redditi, rendendo l’iniziativa estremamente ampia e trasversale. Il piano punta a recuperare almeno 14,5 milioni di euro tramite attività di prevenzione e promozione dell’adempimento spontaneo.

L’Agenzia delle Entrate stringe sui controlli fiscali – mostramercatobiennio.it
Le lettere vengono inviate tramite posta ordinaria o Pec e contengono una segnalazione specifica su dati che non risultano coerenti con le informazioni disponibili. Non rappresentano una sanzione, ma un invito a verificare la propria posizione fiscale e, se necessario, correggere eventuali omissioni o errori.
L’Agenzia garantisce un invio con congruo anticipo, così da permettere ai contribuenti di intervenire tempestivamente prima dell’avvio di controlli più approfonditi. Chi riceve una lettera ha due possibilità, fornire chiarimenti oppure correggere la dichiarazione, beneficiando di sanzioni ridotte in caso di errore effettivo.
Se il contribuente ritiene che la propria posizione sia corretta, può rispondere allegando documenti, fatture o certificazioni utili a dimostrare la regolarità. Quando la documentazione risulta sufficiente, la segnalazione viene archiviata senza ulteriori conseguenze e senza l’avvio di controlli aggiuntivi.
Se invece emerge un errore, è possibile regolarizzare la dichiarazione integrandola con i dati mancanti e versando una sanzione minima. Questo approccio consente di evitare accertamenti più invasivi e di chiudere rapidamente eventuali irregolarità, riducendo rischi e costi futuri.
La lettera, quindi, rappresenta un’opportunità per sistemare la propria posizione senza incorrere immediatamente in sanzioni pesanti. La scelta peggiore è ignorare completamente la comunicazione, poiché l’assenza di risposta può far scattare controlli più severi.
In questo caso l’Agenzia può avviare verifiche approfondite, con la possibilità di contestare violazioni e applicare sanzioni molto più elevate. Il mancato riscontro viene interpretato come un segnale di rischio, aumentando la probabilità di accertamenti mirati e interventi ispettivi.
Le lettere di compliance restano quindi uno strumento centrale nella strategia fiscale italiana, pensato per prevenire errori e favorire la collaborazione. Rispondere tempestivamente permette di evitare conseguenze più pesanti e di mantenere un rapporto trasparente con l’amministrazione finanziaria.








