Si avvicina una delle scadenze più importanti per i contribuenti italiani, mancano meno di due mesi prima della chiusura definitiva.
Con l’avvicinarsi della stagione fiscale, molti contribuenti rischiano di sottovalutare scadenze fondamentali che influenzeranno direttamente la Dichiarazione dei redditi 2026 e i relativi controlli. L’Agenzia delle Entrate ha già pubblicato le versioni preliminari dei modelli dichiarativi, offrendo un quadro aggiornato delle regole introdotte dalla recente riforma tributaria.
Il Modello 730/2026 sarà lo strumento principale per dichiarare i redditi percepiti nel 2025 e per recuperare numerose detrazioni fiscali spettanti. Due date risultano particolarmente importanti per evitare ritardi o sanzioni, soprattutto in un anno caratterizzato da molte novità operative.
730, in arrivo la prima grande scadenza dell’anno
Il 30 aprile 2026 verrà reso disponibile online il 730 precompilato, consultabile tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il 30 settembre 2026 rappresenta invece il termine ultimo per trasmettere la dichiarazione, sia nella versione ordinaria sia in quella precompilata.

Di avvicina sempre più la scadenza per la consegna – mostramercatibiennio.it
Negli ultimi anni sempre più contribuenti hanno scelto la compilazione autonoma, favorita da un sistema digitale più intuitivo e ricco di dati preinseriti. Nel 2025 il 58% degli utenti ha utilizzato il modello precompilato, segnando un incremento significativo rispetto all’anno precedente.
Una delle principali novità riguarda la revisione degli scaglioni IRPEF, che nel 2026 restano articolati su tre fasce di reddito complessive. L’aliquota intermedia scende al 33%, sostituendo il precedente 35% e alleggerendo il carico fiscale per una parte consistente dei contribuenti.
La struttura aggiornata prevede il 23% fino a 28.000 euro, il 33% tra 28.001 e 50.000 euro e il 43% oltre tale soglia. Parallelamente, la riforma introduce una riduzione progressiva delle detrazioni al 19% per i redditi superiori a 75.000 euro complessivi.
Le detrazioni scompaiono completamente oltre i 100.000 euro, con alcune eccezioni per spese essenziali come quelle sanitarie e gli interessi sui mutui. La gestione dei familiari a carico risulta profondamente influenzata dall’introduzione dell’Assegno unico, che ha modificato molte agevolazioni precedenti.
Per considerare un familiare fiscalmente a carico, il reddito non deve superare 4.000 euro fino a 24 anni e 2.840,51 euro oltre tale età. Riguardo i figli sotto i 21 anni non esiste più la detrazione fiscale, ma è comunque necessario inserirli nel quadro dedicato per detrarre eventuali spese sostenute.
Per i figli oltre i 21 anni le detrazioni restano valide, ma si riducono progressivamente al crescere del reddito del genitore fino a 95.000 euro. I contribuenti possono detrarre il 19% delle spese sostenute nel 2025 fino a un massimo di 210 euro per istruzione, sport, sanità e trasporti.
Sono previste detrazioni anche per il coniuge non separato e altri familiari conviventi, ma tali benefici diminuiscono con l’aumentare del reddito complessivo. Oltre gli 80.000 euro queste agevolazioni si azzerano completamente, rendendo fondamentale monitorare attentamente la propria posizione fiscale.








