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Prosciutto cotto e salute, esperti: “legame con rischio cancerogeno va approfondito con cautela”

Prosciutto cotto e salute, esperti: “legame con rischio cancerogeno va approfondito con cautela”
Prosciutto cotto e salute, esperti: “legame con rischio cancerogeno va approfondito con cautela”

Negli ultimi mesi, la discussione sul consumo di prosciutto cotto e i suoi potenziali rischi per la salute ha suscitato grande attenzione, soprattutto dopo che alcune istituzioni sanitarie internazionali hanno aggiornato le valutazioni sul rischio cancerogeno legato alle carni lavorate. È fondamentale fare chiarezza su questa tematica, considerando anche le più recenti ricerche scientifiche e le linee guida nutrizionali attuali.

Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le carni lavorate sono state classificate come cancerogene per l’uomo (Gruppo 1), con un’associazione particolare al rischio di tumore del colon-retto. Il prosciutto cotto, rientrando in questa categoria, è oggetto di attenzione per la presenza di nitriti e nitrati usati come conservanti, sostanze che possono trasformarsi in composti potenzialmente cancerogeni durante la digestione.

Tuttavia, è importante sottolineare che il rischio aumenta con il consumo elevato e frequente di questi alimenti. Gli esperti di nutrizione dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) specificano che un’assunzione moderata e bilanciata di prosciutto cotto all’interno di una dieta varia non comporta pericoli immediati per la salute.

Nuove evidenze scientifiche e linee guida aggiornate

Nel 2026, le analisi più recenti hanno confermato che i metodi di produzione del prosciutto cotto sono migliorati significativamente, con una riduzione degli additivi chimici rispetto a dieci anni fa. Studi innovativi hanno evidenziato che la presenza di antiossidanti naturali e la limitazione di conservanti possono mitigare l’effetto negativo di questi alimenti sul DNA cellulare.

L’INRAN consiglia di limitare il consumo di carni lavorate a circa 50 grammi al giorno, privilegiando prodotti con etichettature trasparenti che indicano l’assenza o la riduzione di nitriti aggiunti. Inoltre, l’abbinamento con verdure ricche di fibre e antiossidanti può contribuire a contrastare i potenziali effetti dannosi.

Per chi ama il prosciutto cotto, la raccomandazione è di adottare alcune semplici accortezze: scegliere prodotti di alta qualità, preferibilmente con marchi che garantiscano controlli rigorosi e una minore presenza di additivi chimici; alternare il consumo con altre fonti proteiche più salutari come carni bianche fresche, legumi e pesce; e mantenere uno stile di vita complessivamente sano, ricco di attività fisica e una dieta equilibrata.

In sintesi, il legame tra prosciutto cotto e rischio di cancro è confermato solo in caso di consumo eccessivo e ripetuto, mentre un uso moderato e consapevole, tenendo conto delle nuove indicazioni scientifiche, può far parte di una dieta equilibrata senza compromettere la salute.

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