Un’antica città romana lungo la Via Appia è stata recentemente rivelata grazie all’uso innovativo dei droni e di tecniche di geofisica.
Il sito di Fioccaglia, nel territorio di Flumeri, rappresenta una scoperta archeologica di grande rilievo che ha riscritto la storia dell’insediamento romano in Irpinia, trasformando l’immagine di una semplice stazione di passaggio in quella di una città strutturata, viva e integrata nel sistema politico ed economico della Roma repubblicana.
Le ricerche, guidate dal professor Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e il Comune di Flumeri, hanno permesso di individuare con precisione l’impianto urbanistico dell’antica città senza ricorrere a scavi invasivi. L’uso combinato di droni per rilievi aerei e sofisticate indagini geofisiche ha consentito di ottenere una sorta di “radiografia” del sottosuolo, evidenziando anomalie magnetiche e differenze nella vegetazione che hanno svelato la pianta della città ancora sepolta sotto i campi agricoli.
L’impianto urbano si presenta con una strutturazione regolare basata su assi ortogonali e isolati pianificati secondo il modello delle città romane di fondazione. Al centro di questa griglia emerge con chiarezza il foro, una grande piazza rettangolare circondata da edifici pubblici, fulcro politico, commerciale e sociale della comunità. La sorpresa più rilevante riguarda la scoperta di un teatro monumentale, mai documentato in precedenza, il cui profilo curvo è stato individuato nelle vicinanze del foro. La presenza di questo teatro indica una vita culturale attiva, con spettacoli e assemblee pubbliche, elementi che confermano l’importanza sociale del centro.
Già negli anni Ottanta erano emersi indizi di rilievo: tra questi un decumano basolato e una domus decorata in Primo Stile pompeiano, testimonianze di una comunità ricca e ben organizzata. Tuttavia, le nuove evidenze ampliano la conoscenza della città, rivelando un insediamento ben più complesso e articolato.
Fioccaglia e la romanizzazione dell’Irpinia: un nodo strategico lungo la Regina Viarum
La Via Appia, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, non è solo una strada, ma una vera e propria infrastruttura strategica dell’antichità che collegava Roma al Sud Italia. Fioccaglia occupava una posizione chiave vicino alla confluenza del fiume Ufita e del torrente Fiumarella, un nodo naturale di transito e controllo del territorio.
Molti studiosi identificano il sito con l’antica Forum Aemilii, centro cruciale nel processo di romanizzazione dell’Irpinia tra il II e I secolo a.C., epoca in cui Roma consolidava la sua presenza nelle aree interne della Campania. La scoperta del foro e del teatro monumentale rafforza questa ipotesi, confermando che Fioccaglia non fosse un semplice insediamento, ma una città progettata con precisione, dotata di edifici pubblici monumentali, strade pavimentate e residenze aristocratiche di alto livello.
L’importanza storica del sito è inoltre collegata alla costruzione della Via Aemilia, voluta dal console Marco Emilio Lepido nel 126 a.C., che collegava Fioccaglia con Aequum Tuticum, rafforzando così i legami tra le comunità dell’entroterra campano. La presenza di ponti romani lungo l’asse Fioccaglia-Aeclanum testimonia ulteriormente la rilevanza strategica e infrastrutturale della città.

Tecnologie non invasive e futuro della valorizzazione culturale(www.mostramercatobienno.it)
La scoperta di Fioccaglia rappresenta un esempio emblematico di come le tecnologie avanzate di telerilevamento, come i droni e le prospezioni geofisiche, stiano rivoluzionando il campo dell’archeologia. Senza ricorrere a scavi distruttivi, gli studiosi possono oggi mappare con precisione la struttura urbana e pianificare interventi di tutela e valorizzazione più efficaci.
Le istituzioni locali, consapevoli del potenziale storico e culturale del sito, stanno lavorando a un piano di gestione integrato, anche in vista dei grandi progetti infrastrutturali della Valle Ufita, come la futura stazione dell’Alta Velocità Hirpinia. L’obiettivo è trasformare Fioccaglia in un punto di riferimento culturale per l’entroterra campano, contribuendo a colmare il divario di conoscenza rispetto ai grandi poli archeologici della regione.
Il professor Giuseppe Ceraudo, esperto di archeologia e topografia antica, continua a promuovere attraverso conferenze e progetti internazionali l’uso di metodologie non invasive per lo studio delle città antiche, coinvolgendo un ampio pubblico di specialisti e appassionati. Le ricerche future a Fioccaglia si avvarranno di queste tecnologie per aggiungere ulteriori dettagli alla conoscenza di questo importante sito romano.
La città di Fioccaglia, che si estende per almeno 12 ettari su un pianoro soleggiato, in passato non era protetta da mura ma dotata di un sistema viario articolato con tre assi principali e un decumano lastricato. Gli ambienti ai lati delle strade evidenziano attività commerciali e artigianali, oltre a dimore di lusso con soffitti a lacunari e pavimenti in mosaico, con una decorazione parietale ispirata al Primo Stile pompeiano.
Questa scoperta testimonia come la storia romana si nasconda talvolta sotto paesaggi agricoli e campagne tranquille, pronta a essere riportata alla luce attraverso strumenti innovativi e rigore scientifico. Fioccaglia si appresta a diventare un simbolo della rinascita culturale dell’Irpinia e un esempio di archeologia moderna al servizio della memoria storica.








